Un bambino piccolo che subisce aggressioni (come morsi o spinte) può reagire con risposte istintive: attacco, fuga, congelamento, sottomissione o richiesta di aiuto.
La risposta più evoluta e sana è chiedere protezione agli adulti presenti.
Se il bambino ha interiorizzato il messaggio di “non reagire mai”, può sentirsi bloccato tra paura, vergogna e impotenza.
Le emozioni difficili vissute durante l’episodio possono poi trasformarsi in rabbia, espressa soprattutto in famiglia, dove si sente al sicuro.
Per questo le reazioni rabbiose verso i genitori potrebbero essere una conseguenza indiretta delle aggressioni subite.
L’obiettivo non è insegnargli a contrattaccare, ma a chiedere aiuto e a sentirsi protetto dagli adulti, che dovrebbero intervenire tempestivamente nelle situazioni di conflitto.