Francesco Carrino sostiene che l’Iran, un tempo economicamente più forte di Israele, oggi si trovi in grave difficoltà nonostante le sue risorse e alleanze. Le sanzioni hanno inciso, ma non spiegano tutto: il paese continua a esportare petrolio (soprattutto verso la Cina) e a incassare miliardi. Il problema centrale è interno, con cattiva gestione economica, fuga di capitali e uso eccessivo della stampa di moneta, che ha generato alta inflazione. La chiusura dello Stretto di Hormuz, pensata come arma geopolitica, avrebbe invece danneggiato soprattutto l’economia iraniana stessa. Le risorse sono state spesso indirizzate verso spese militari e potere politico anziché verso la popolazione. Ne risultano povertà, disuguaglianze e proteste interne. In sintesi, il declino economico dell’Iran viene attribuito più a scelte interne che a fattori esterni.
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