Matteo Gracis condanna duramente la chiusura dell’edizione russa di Novaya Gazeta, costretta a interrompere le attività dalle autorità russe. Denuncia la repressione della libertà di stampa e il progressivo soffocamento del pluralismo mediatico sotto Putin. Pur avendo in passato riconosciuto alcuni aspetti positivi del leader russo, non esita a condannarne l’autoritarismo e la censura. Ribadisce che criticare l’Occidente non significa giustificare i suoi avversari, così come condannare Putin non assolve le ipocrisie occidentali. Il suo messaggio è chiaro: bisogna applicare gli stessi principi a tutti i governi e difendere sempre la libertà di stampa, di parola e di pensiero.