Francesca Cardini spiega che il cervello dei bambini si sintonizza sul clima emotivo della famiglia in cui crescono. Anche se un bambino non è direttamente coinvolto in litigi o tensioni, il suo cervello registra aggressività e conflitto come segnali di pericolo. Questo adattamento è evolutivo: serve a sopravvivere in un ambiente percepito come rischioso.
Crescere in una famiglia con genitori ansiosi, assenti o aggressivi può portare il cervello del bambino a sviluppare una modalità di allerta costante, con risposte automatiche come irrigidirsi, mettersi sulla difensiva, attacco, fuga o blocco. Questi schemi diventano modelli standard di reazione, che possono manifestarsi anche da adulti: ad esempio, un adulto può sentirsi in pericolo o irrigidirsi quando un genitore alza la voce, perché il cervello associa quei comportamenti ai segnali di minaccia vissuti nell’infanzia.
In sostanza, l’esperienza emotiva familiare forma la percezione di sicurezza o pericolo del cervello, influenzando il modo in cui reagiamo anche molto tempo dopo, da adulti.
#FrancescaCardini