Anche senza litigi espliciti, un clima familiare fatto di tensione costante, passivo-aggressività, pessimismo e aria pesante ha un forte impatto sui figli. È come trovarsi in un luogo tranquillo dove però c’è un rumore continuo e inevitabile (un martello pneumatico): impedisce di rilassarsi e cancella le emozioni positive.
I bambini, costretti a vivere in questo ambiente, sono esposti a una stimolazione emotiva continua (rabbia, ansia, tristezza) che rende difficile sintonizzarsi su stati emotivi positivi. Poiché il loro cervello è ancora in formazione, si adatta a un livello di attivazione elevato e non ottimale.
Questo aumenta la vulnerabilità allo sviluppo di disturbi psicologici, come ansia e disturbi dell’umore. Il clima emotivo familiare è per il bambino come il mare per un marinaio: se è calmo permette un viaggio sereno, se è sempre in tempesta rende la navigazione faticosa.
Ne parla Francesca Cardini
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