ICE: sicurezza o deriva autoritaria? Fuori dal Virus n.1718.SP

Secondo Alessandro Fusillo, l’ICE è una forza di polizia federale statunitense nata per il controllo dell’immigrazione, ma che sotto l’amministrazione Trump ha superato ogni limite. Negli ultimi mesi, con una sostanziale impunità politica, agenti dell’ICE hanno ucciso diverse persone negli Stati Uniti, spesso senza alcun legame con l’immigrazione illegale, violando diritti costituzionali fondamentali come il giusto processo e la protezione dalle perquisizioni illegali.

Questa forza opera con strumenti tecnologici avanzati e in collaborazione con grandi aziende come Palantir, dando vita a un modello di controllo poliziesco estremamente pericoloso. Si tratta di una deriva autoritaria annunciata da tempo, che mostra come il potere attribuito allo Stato e alle forze di polizia finisca inevitabilmente per essere usato contro i cittadini.

Fusillo sottolinea il contrasto con l’Italia, dove esiste l’eccesso opposto: forze dell’ordine fortemente limitate, criminalità spesso impunita e cittadini che rischiano conseguenze legali anche quando si difendono. In entrambi i casi, lo Stato fallisce nel garantire la sicurezza.

Il tema dell’immigrazione, secondo lui, viene strumentalizzato: i flussi sono organizzati e funzionali a creare insicurezza sociale, che poi giustifica una risposta repressiva e un aumento del controllo. Il vero obiettivo finale è la costruzione di una società di sorveglianza e di un nuovo totalitarismo tecnologico, indipendentemente da chi governa.

La conclusione è netta: la politica non risolve i problemi, ma produce violenza, controllo e limitazioni della libertà.

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