Flavia Carlini critica duramente il nuovo decreto sicurezza, sostenendo che rafforzi il controllo e la repressione del dissenso pubblico.
Secondo lei, alcune formule della legge sono troppo vaghe, come “comportamenti insistentemente molesti” o “atteggiamento sospetto”, lasciando ampia discrezionalità alle forze dell’ordine.
Carlini teme che manifestazioni pacifiche, sit-in, flash mob o proteste politiche possano essere considerate un pericolo per l’ordine pubblico.
Denuncia inoltre l’estensione delle “zone rosse”, che permetterebbero di allontanare persone considerate pericolose, inclusi attivisti e manifestanti non violenti.
Critica anche le nuove norme sulle perquisizioni durante le manifestazioni, che ora possono avvenire più facilmente e riguardare oggetti comuni considerati “atti ad offendere”.
Sottolinea poi la possibilità di essere portati in questura fino a 12 ore sulla base di un presunto “fondato motivo di pericolosità”.
Per Carlini, queste misure rischiano di criminalizzare il dissenso e avvicinare lo Stato a una logica di controllo poliziesco più che di tutela dei diritti costituzionali.
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