Secondo Fusillo oggi la ribellione è spenta da un sistema di controllo globale e pianificazione centrale, reso capillare dalla tecnologia e dai social.
Ogni regime si regge sul consenso passivo, non sull’entusiasmo: domina l’idea dell’inevitabilità e della rassegnazione.
Stato, finanza e grandi aziende collaborano in un sistema neocorporativo che conduce una vera “guerra mentale”.
Il campo di battaglia sono coscienze e cuori, addormentati attraverso paura, abitudine e passività.
Colpisce l’assenza dei giovani, storicamente motore delle rivoluzioni.
La sfida è risvegliare le menti, uscire dalla “minorità” e ricostruire una coscienza critica.
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