Matteo Gracis spiega di non aver parlato subito dell’Iran perché, a suo avviso, nessuno dall’esterno può sapere con certezza cosa stia realmente accadendo.
Ritiene che media tradizionali e content creator semplifichino una situazione molto complessa, riducendola a una narrazione polarizzata e faziosa.
Sottolinea di schierarsi sempre dalla parte dei popoli, delle persone comuni e dei più deboli, mai con il potere o con i governi, soprattutto quando si tratta di regimi.
Allo stesso tempo invita alla prudenza, ricordando che sulle proteste possono intervenire interessi geopolitici di potenze straniere.
Secondo Gracis, cadere nella logica delle tifoserie ideologiche non aiuta a capire la realtà.
Più una crisi è intrecciata con interessi politici ed economici globali, più l’informazione rischia di essere distorta.
Per questo invita ad approfondire, leggere analisi articolate e diffidare delle semplificazioni e degli slogan.
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