Alessio Atzeni, docente d’arte ed esperto di simbologia, ha visitato i genitori dei due bambini prelevati a Caprese Michelangelo (Arezzo) per comprendere meglio la situazione.
Riferisce di aver trovato genitori molto provati, che vivono un dolore estremo per la sottrazione dei figli, avvenuta – secondo loro – con modalità sproporzionate e traumatiche, con un intervento dei carabinieri ritenuto eccessivamente aggressivo.
Azzeni racconta che i genitori, in particolare il padre Harald, interpretano l’intervento come una conseguenza di uno scontro ideologico con le istituzioni. Harald si definisce un “sovversivo” nel senso di persona che denuncia ingiustizie e conflitti con enti pubblici; secondo loro, questo atteggiamento avrebbe generato ostilità.
La coppia sostiene inoltre teorie legate a concetti giuridici alternativi (come le cosiddette “leggi dell’ammiragliato”) e pratica l’educazione parentale.
Azzeni riferisce che i genitori si considerano persone perbene, che educano i figli senza violenze, e non comprendono i motivi della sottrazione. Segnalano che non vedono i bambini da oltre 50 giorni, non hanno informazioni su di loro e temono il trauma subito.
Per Azzeni, la situazione appare come una “prova di forza” nata dallo scontro tra il padre e le istituzioni, che si sarebbe concretizzata nella sottrazione dei minori.
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