Alcune relazioni non finiscono con conflitti, ma si spengono lentamente, senza rumore. Le persone continuano a parlarsi e a organizzarsi, ma smettono di incontrarsi davvero, e il corpo registra questa distanza come una ferita silenziosa. Col tempo si scambia la sopravvivenza per normalità, mentre emergono malinconia e fame emotiva. Questo non significa sempre che bisogna andarsene, ma può essere un invito a tornare presenti, sinceri e vulnerabili. La vera domanda non è se ci si ama ancora, ma se si è disposti a mostrarsi per ciò che si è oggi. L’intimità va scelta ogni giorno: da quella verità può rinascere l’amore oppure arrivare una separazione consapevole, che in entrambi i casi restituisce sé stessi.