Nel 2015 l’accordo sul nucleare con l’Iran sembrava aprire una fase di stabilità, ma nel 2018 gli USA di Trump si sono ritirati reintroducendo pesanti sanzioni. Le sanzioni finanziarie, petrolifere e tecnologiche hanno colpito duramente l’economia iraniana, aggravate poi dal crollo del prezzo del petrolio.
Nel 2025 l’Iran entra in recessione, con inflazione fino al 50–70%, consumi e PIL in caduta e forte impoverimento della popolazione.
Nonostante le enormi risorse energetiche, il Paese soffre blackout, crisi idrica e mancanza di investimenti, come il Venezuela.
Le proteste nascono dalla disperazione economica e dalla corruzione del sistema, ma degenerano in violenze e repressione brutale.
Teheran accusa USA e Israele di infiltrazioni e azioni destabilizzanti, mentre i media parlano di Mossad e CIA.La crisi è a un punto di non ritorno, con minacce militari, voli sospesi e un possibile conflitto regionale sempre più vicino.
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